Che cos’è?
Essere ipocondriaci significa convincersi di avere qualche brutta malattia, spesso mortale, nonostante gli esami medici dimostrino il contrario.
Chi soffre di ipocondria mal interpreta i segni corporei normali come un determinato battito cardiaco, la respirazione affannata o sensazioni cutanee come sintomi di mali incurabili. Nonostante i professionisti della salute provino a rassicurare il paziente in tutti i modi, la persona ipocondriaca continua a cercare in internet articoli che dimostrino la veridicità delle proprie paure e a vedere diversi dottori nella convinzione che questi non riescano a comprendere la gravità della situazione. Questa forma di disagio psicologico finisce spesso per compromettere la qualità di vita di chi ne soffre, infatti molte persone si allontanano da chi le sommerge continuamente con le proprie preoccupazioni immotivate. Oltre alla riduzione della rete sociale, la paura di poter star male frena i pazienti ipocondriaci dall’intraprendere diverse attività, sia lavorative che di svago, creando così ulteriori danni alla propria esistenza.
L’origine dell’ipocondria
Le persone ipocondriache spesso hanno genitori che fin da bambini li hanno trattati come deboli o si sono preoccupati eccessivamente per la loro salute, contribuendo così a creare in loro l’identità del malato. In altri casi il problema è emerso in età adulta, non è infatti raro vedere l’ipocondria in persone che da giovani ricevevano molte attenzioni per il proprio aspetto fisico o per le proprie capacità atletiche e che con l’avanzare degli anni hanno perso queste attrattive. Anche in questo caso il paziente viene percepito e accettato come bisognoso di attenzioni e cure da una o più persone importanti per lui.
La psicoterapia dell’ipocondria
Come già si può intuire, stiamo parlando di una forma d’ansia (senso di minaccia da parte di qualcosa che non conosciamo), il trattamento dell’ipocondria per molti aspetti sarà quindi simile alla psicoterapia dei vari altri problemi d’ansia, però in questo caso specifico le attenzioni provenienti dagli altri e vari altri aspetti relazionali rivestono un’importanza da non dimenticare mai. Il processo terapeutico consisterà quindi nella presa di coscienza di cosa c’è alla base delle paure immotivate del paziente e dei vantaggi secondari di questa malattia psicologica, una volta compresa e accettata la natura dei propri problemi si potrà quindi lavorare per risolverli.
Conclusioni
L’ipocondria non è una malattia psicologica grave, ma se non curata può portare alla perdita del lavoro, del partner, degli amici, del sonno, a rinchiudersi in casa, a non essere presi sul serio in caso di reale emergenza medica, e ad un generale impoverimento della vita. Come per altri problemi d’ansia, spesso il processo terapeutico non è particolarmente lungo (qualche mese) e già dopo qualche seduta i sintomi si alleviano molto con un conseguente senso di benessere.

