Cibo e Ansia

Chi ha viaggiato in aereo avrà sicuramente notato quanto frequentemente passi il personale di bordo a offrire o vendere piccole dosi di cibo e bevande. Spesso ci può capitare di vedere passeggeri mangiare continuamente anche su treni che fanno lunghe tratte, ma questo comportamento si può notare anche al cinema o magari siamo noi stessi a metterli in atto, anche davanti alla televisione di casa o in altre situazioni di passività.

Perchè ci si ritrova a mangiare in momenti in cui non stiamo consumando energie e non abbiamo realmente fame?

Una possibile risposta è che in certe situazioni viviamo uno stato di ansia ed utilizziamo il cibo come ansiolitico.

Sappiamo che l’ansia è uno stato di minaccia da parte di qualcosa di ignoto, è quindi comune provare questa irrequietezza di fronte a qualcosa che non conosciamo e non possiamo controllare, come l’esito di un viaggio di cui non siamo i conducenti, un nuovo film, ma più in generale viviamo uno stato d’ansia in qualsiasi situazione ignota che affrontiamo senza avere il controllo della situazione.

A questo punto resta da capire perchè mangiare abbia un effetto ansiolitico, per farlo possiamo tornare alle prime volte in cui siamo stati impotenti di fronte al disagio, quando non eravamo minimamente autosufficienti, da appena nati.

Chiunque sia entrato in contatto con dei neonati ha potuto constatare la difficoltà che hanno a volte i genitori nel rispondere adeguatamente ai loro bisogni. Può capitare che il pianto di un bambino sazio, ma incapace di esprimersi, non si plachi in nessun altro modo se non offrendo ulteriormente il seno. Fin da neonati ci abituiamo a sedare malesseri incomprensibili con il rassicurante cibo materno, che quindi continueremo a ricercare anche da adulti in quelle situazioni di disagio ignoto, ovvero di ansia.

Possiamo però constatare che molti non sono soggetti a questi malesseri e alle conseguenti abbuffate, questo perché sono meno inclini all’ansia.

Queste persone possono semplicemente aver avuto un’infanzia più fortunata di altre che gli ha permesso di imparare a riconoscere e gestire meglio i propri bisogni, oppure possono aver sviluppato in età adulta una maggiore conoscenza di se stessi e del mondo che li circonda, condizione questa che li ha resi più forti e capaci di affrontare le diverse difficoltà, diventando quindi più sicuri di se stessi e meno soggetti all’ansia.

Avere un rapporto con il cibo poco naturale è solo uno dei sintomi di un problema d’ansia, questo disagio psicologico ci rovina la qualità di vita anche in altri modi, come impedendoci di dormire bene e a lungo, deteriorando le relazioni interpersonali, ostacolando lo studio e l’apprendimento. Più in generale possiamo dire che l’ansia ci impedisce di vivere serenamente la nostra vita, non va quindi trascurata, ma curata nel migliore dei modi.